Il metodo storyline

04.04.2022

Prima di tutto si devono gettare nella mente del bambino i semi dell'interesse; non tener conto di questo imprescindibile principio, è come progettare una casa senza pensare alle fondamenta.

Maria Montessori

Storyline è un approccio strutturato all'apprendimento e all'insegnamento sviluppato in Scozia. Si basa sul principio chiave che l'apprendimento, per essere significativo, deve essere memorabile e che facendo leva sul'entusiasmo dei bambini  durante la creazione di storie, è possibile trasformare il gruppo, il ruolo di chi insegna e l'apprendimento.
Il metodo Storyline è una strategia per sviluppare il curriculum come un tutto integrato. Fornisce opportunità per l'apprendimento attivo e 
sviluppa nei bambini la coscienza che il loro apprendere appartiene a loro.

Il metodo Storyline: 
. mette in pratica la teoria costruttivista di Jean Piaget
. si occupa della creazione di storie collaborative: insegnante e bambini lavorano insieme 
. è uno strumento formidabile per collegare tra loro le varie discipline
. permette ai bambini di applicare le competenze di base acquisite nelle varie discipline
. fornisce strutture che permettono di sviluppare una sequenza di eventi verso una conclusione soddisfacente
- Incoraggia i bambini a sviluppare un proprio modello concettuale
. attraverso l'immedesimazione con i 
personaggi unisce in un tutt'uno apprendimento cognitivo ed affettivo.

Il metodo Storyline è incentrato sul bambino:
- coinvolge i bambini in modo fantasioso e creativo

- è altamente motivante e significativo: dà al bambino il senso di agire per uno scopo
- è adeguato allo sviluppo
- valorizza le conoscenze pregresse e l'intelligenza collettiva del gruppo
- consente ai bambini di lavorare in base a diversi livelli di abilità
- promuove l'apprendimento cooperativo e il lavoro di gruppo 
- coinvolge i bambini nel pensare, nell'affrontare i problemi e nel prendere decisioni
. promuove nei bambini la titolarità e la responsabilità verso il proprio apprendimento
- valorizza e mostra il lavoro dei bambini in modo attraente.

Il metodo Storyline è riflessivo
. fornisce una gamma di autentiche opportunità di valutazione 
- promuove atteggiamenti favorevoli all'apprendimento, accrescendo la fiducia e l'autostima
. Incoraggia i bambini a impegnarsi nell'autovalutazione.

Il metodo storyline segue un preciso schema:

1 scegliere ilcontesto
2 decidere quali abilità e conoscenze vogliamo alimentare e le discipline coinvolte
3 decidere il tipo di storyline da seguire tra:
.  la strada
. la lettera
. il visitatore
. la sfida
4 decidere l'incipit (il gancio)
5 definire la trama narrativa incorporando le famiglie, le case, la vita di ogni giorno e un incidente
6 concentrarsi sulla didattica, gli argomenti chiave, le abilità e le conoscenze. Per non perdere la rotta teniamo a mente i seguenti punti:
• cosa stanno imparando i bambini?
• come sappiamo che lo stanno imparando?   
7 definire nei particolari la vita quotidiana dei personaggi prima che l'incidente la sconvolga
8 decidere il finale (evento speciale, punto di svolta, festa,...) 

Esempio di storyline: La foresta pluviale

1 Contesto: la foresta pluviale

2 Discipline coinvolte: lingua italiana, geografia, storia, scienze

. Geografia: identificare la posizione della foresta pluviale; comprendere l'importanza della foresta pluviale; comprendere somiglianze e differenze tra l'Italia e una regione del Sud America; descrivere e comprendere gli aspetti chiave della geografia fisica e umana della foresta pluviale (tipi di abitazione, uso delle risorse, attività economiche compreso il commercio); uso di atlanti, cartine, mappamondo e risorse digitali per trovare luoghii ed accedere a descrizioni.
. Scienze: esseri viventi e loro abitat; classificazione dei viventi.
. Lingua italiana: arricchire il lessico; strutturare frasi; organizzare paragrafi  intorno a un tema narrativo; creare una trama narrativa; leggere a voce alta i propri scritti; intonazione e volume della voce.

3 Tipi di storyline:  consideriamo le potenzialità di ognuna:

. la strada: si potrebbe creare un contesto in cui i protagonisti stanno facendo un viaggio nella foresta pluviale soggiornando in un villaggio. Questo villaggio rappresenterà la "strada". I bambini possono ricercare il tipo di casa più probabile per delle persone che vivono nella foresta pluviale, e questa ricerca consentirà loro di creare le case.
Un'altra possibilità è che i protagonisti abbiano un loro accampamento all'interno della foresta,  o che si stabiliscano ai margini della foresta pluviale.
Qualunque versione si scelga, la narrazione verrà sviluppata seguendo le linee guida: le famiglie; le case; la vita di ogni giorno; un incidente, una risoluzione/celebrazione

. la lettera: potrebbe trattarsi di una lettera di alcuni abitanti del villaggio in cerca di "amici di penna", oppure di una loro richiesta di aiuto per un'importante questione ambientale.
La narrazione potrebbe iniziare con gli amici di penna che raccontano ai bambini delle loro famiglie e delle loro case, chiedendo ai bambini di fare altrettanto.
Gli abitanti della foresta potrebbero anche raccontare ai bambini della loro normale vita quotidiana fino a quando non si verifica l'"incidente". L'incidente potrebbe essere la minaccia di un'ulteriore deforestazione, ad esempio 

. il visitatore: potremmo incaricare un amico, che i bambini non conoscono, di venire a trovarci travestito come una persona che vive nella foresta pluviale assumendone l'identità. Oppure il nostro amico potrebbe recitare il ruolo di un "esperto" della foresta pluviale. Prima della visita programmata prepareremo i bambini dicendo, ad esempio: "La prossima settimana avremo un ospite speciale che verrà a parlarci della foresta pluviale. Prima della sua visita avremo bisogno di saperne qualcosa di più, ad esempio com'è, chi ci vive, come le persone usano le risorse che offre, ecc".
Il giorno della visita, il personaggio interpretato dal nostro amico (il visitatore) svilupperà i concetti appresi aggiungendo ulteriori informazioni e introdurrà  l' "incidente", cioè un problema che i bambini possono aiutare a risolvere: la deforestazione e il suo impatto sulle persone e sugli animali della foresta pluviale, ad esempio, è perfetto per questo argomento. 

. la sfida: il progetto sulla foresta pluviale si presta bene anche alla sfida. Il visitatore, ad esempio, potrebbe parlare della "vita normale" delle persone che vivono nella foresta pluviale e poi raccontare alcune delle sfide che loro o gli animali della foresta pluviale devono affrontare. Si potrebbe quindi chiedere ai bambini di aiutarli, ad esempio cercando una soluzione per salvare una specie o una pianta in via di estinzione.
Un altro approccio è rendere il progetto stesso una sfida, ad esempio chiedendo ai bambini di ricercare, registrare e presentare informazioni sui diversi strati della foresta pluviale: lo strato emergente, la volta, il sottobosco e la superficie del suolo. Questo di per sé non è storytelling, ma potrebbe fornire le informazioni iniziali prima dell'introduzione dell'elemento narrativo: ad esempio, potremmo chiedere ai bambini di fingere di essere precipitati nella foresta pluviale e di essere costretti a sopravvivere fino all'arrivo dei soccorsi. La trama potrebbe prevedere quindi diversi episodi con diverse sfide da risolvere: dove procurarsi l'acqua, come nascondersi dai serpenti, ecc. Alla fine, ci potrebbe essere un incontro con gli indigeni della foresta, la nascita di una grande amicizia e la chiamata ad aiutarli a fermare un'ulteriore deforestazione.

È chiaro che i quattro principali approcci narrativi (strada, lettera, visitatore, sfida) possono in realtà essere combinati tra loro. L'idea di una lettera e di un visitatore, ad esempio, funziona molto bene. Anche la combinazione visitatore-lettera-sfida funziona bene. La nozione di strada e famiglia, invece, sono difficili da combinare con altri elementi. 

4 Incipit (gancio): deciso l'approccio, bisogna pianificare il modo in cui vogliamo che la narrazione abbia inizio. Se scegliamo la lettera o il visitatore è abbastanza facile: l'unica difficoltà sta nel presentarli in modo che i bambini entrino nella narrazione sentendola non solo vera, ma anche propria. Le narrazioni che iniziano con una famiglia e una casa di solito hanno successo perché sono le più vicine alla realtà dei bambini.

5 Definire la trama narrativa incorporando le famiglie, le case, la vita di ogni giorno e un incidente: pur tenendo sempre presenti gli obiettivi di apprendimento che ci siamo prefissati, è importante coinvolgere attivamente i bambini e tener conto dei loro interessi. Per le famiglie i bambini decideranno ruoli e nomi, quindi le disegneranno. Per essere il più possibile inclusivi possiamo fornire degli stencil:

Anche la costruzione delle case può essere fatta in modo molto semplice; basta fornire un rettangolo come sagoma della casa e un trapezio per il tetto. I bambini hanno poi la possibilità di personalizzare la casa con finestre, porte, camino, e altri particolari che servono a definire l'epoca e il luogo in base alla trama.  

In alternativa, possiamo decidere di costruire case tridimensionali, usando scatole e altri materiali di recupero:

6 Concentrarsi sulla didattica, gli argomenti chiave, le abilità e le conoscenze:  l'incidente è un elemento cruciale della narrazione e per i bambini è un forte stimolo ad imparare e mostrare agli altri quanto hanno imparato. Nello stendere la trama e nel pianificare le attività è importante continuare a pensare alle domande chiave (Cosa stanno imparando i bambini? Come sappiamo che lo stanno imparando?). Questo vale soprattutto per le attività manuali ed artistiche. Non è importante ciò che i bambini fanno, ma ciò che i bambini imparano. 

7 definire nei particolari la vita quotidiana dei personaggi prima che l'incidente la sconvolga: per la maggior parte delle trame è necessario dare uan rappresentazione della vita quotidiana dei personaggi prima che venga introdotto qualche incidente o problema. I bambini dovranno chiedersi: dove vivono i personaggi? da dove prendono il loro cibo? che lavori svolgono? cosa fanno per divertirsi? in quali religioni credono? i bambini vanno a scuola? 
Solo dopo aver esplorato in questo modo la "vita quotidiana" si possono introdurre problemi o incidenti (nuovi vicini, un grande imprenditore, un terroto, ecc.) e i bambini saranno così fortemente stimolati a capire cosa andrà perso quando le cose cambieranno.

8 decidere il finale (evento speciale, punto di svolta, festa,...): nella nostra trama il finale potrebbe essere una grande festa al villaggio mentre grandi camion portano voi l'imprenditore e i suoi operai con la coda tra le gambe.
Un altro finale potrebbe essere il miglioramento della qualità della vita al villaggio grazie al mercato equo e solidale stabilito tra noi e il villaggio. In questo caso i bambini potrebbero spiegare al pubblico di genitori come il commercio equo potrebbe contribuire a salvare la foresta pluviale. 

Esempio di storyline: Storia aliena

Fase 1: l'alieno appare dopo un'uscita in giardino. Rientrando nella stanza la finestra è aperta e, dove è atterrato il razzo dell'alieno, tutto è sottosopra.
I bambini cominciano ad indagare e trovano l'alieno insieme a una sua lettera.

Nella lettera l'alieno dice il suo nome (Gus) e il nome del pianeta da cui proviene, quindi chiede ai bambini il loro aiuto: "Voglio conoscere il vostro pianeta, la Terra".
La lettera suscita molte discussioni nel gruppo, e insieme creiamo una mappa mentale basata su ciò che i bambini pensano che Gus debba sapere sulla Terra.
Dopo aver creato la mappa mentale, l'insegnante progetta a grandi linee la trama concentrandosi su alcune aree curriculari. Per questa progettazione flessibile si  basa su quanto emerso dai lavori dei bambini, senza forzature. Nell'esempio le discipline coinvolte sono: arte, scienza, matematica, geografia, astonomia, competenze sociali, educazione alla salute e tecnologia.

Fase 2 (arte, scienze, matematica): la stanza si trasforma in astronave, con il sostegno di molti giochi di ruolo.
I bambini creano i propri passaporti intergalattici per iniziare il loro viaggio di conoscenza.
Concentriamo i nostri sforzi sulla conoscenza del Sole, della Luna e delle stelle, e dei pianeti del Sistema Solare. Le attività includono collage di pianeti e modelli di pianeti in cartapesta.
Altro punto di interesse è la misura del tempo sulla Terra (matematica)

Fase 3: (salute e benessere, competenze sociali, tecnologia). Durante questa fase i bambini ricevono un'altra lettera da Gus. L'alieno scrive di essere felice di trascorrere del tempo con noi, ma di sentirsi molto solo quando noi non ci siamo.
Ancora una volta, i bambini riflettono su cosa possono fare per aiutare Gus.
Poichè siamo in dicembre e il Natale si avvicina, i bambini spiegano a Gus perché celebriamo questa festa, così anche lui tornando a casa potrà festeggiare il Natale sul suo pianeta, con i suoi amici.
Purtroppo il razzo di Gus si rompe, e i bambini temono che non potrà affatto tornare sul suo pianeta.
Cosa fare? Naturalmente progettare e costruire un nuovo razzo!
Utilizzando materiali riciclati, i bambini lavorano in coppia per costruire nuovi razzi, indagando prima le diverse caratteristiche di un razzo spaziale e pianificando il progetto prima di realizzarlo.
Scelto il razzo migliore, quello che meglio può rispondere ai bisogni di Gus, immaginiamo che i restanti razzi possono servire a far tornare a casa altri alieni arrivati sulla Terra oltre a Gus, di modo che tutti  insieme possano festeggiare il Natale sul loro pianeta.
La festa di Natale dei bambini si arricchisce grazie all'aggiunta della festa di addio per Gus e i suoi amici.



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