Il metodo Montessori

05.04.2022

Prima di tutto si devono gettare nella mente del bambino i semi dell'interesse; non tener conto di questo imprescindibile principio, è come progettare una casa senza pensare alle fondamenta.

Maria Montessori

Maria Montessori, pedagogista, medico, scienziata, filosofa italiana, è l'ideatrice di uno fra i sistemi educativi di maggior successo nel mondo.  Fu tra le prime donne (la terza) a laurearsi in medicina in Italia.  Un cratere sul pianeta Venere porta il suo nome. E' l'unica donna italiana a cui sia stata dedicata una banconota. E' stata candidata per tre volte al Nobel per la Pace.

Fra i suoi motti citiamo: "Gettiamo i semi di tutte le scienze".

Nelle sue conferenze sull'emancipazione femminile invitava le donne ad appropriarsi della scienza per farne anche uno strumento con cui coltivare la propria forza. 

Nata a Chiaravalle in provincia di Ancona il 31 agosto 1870, morì a Noordwijk (Paesi Bassi) il 6 maggio 1952. L'epitaffio che ha voluto sulla sua tomba recita: "Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo".

Sofia Corradi, ideatrice del programma Erasmus, definisce Maria Montessori "personaggio di statura mondiale quando di mondialità ancora non si parlava".

"Il bambino è la più grande e confortante meraviglia della natura, non un essere senza forza, quasi un recipiente vuoto da riempire della nostra saggezza, ma il costruttore della sua intelligenza, l'essere che, guidato da un maestro interiore, lavora infaticabilmente con gioia e felicità, secondo un preciso programma, alla costruzione di quella meraviglia della natura che è l'Uomo. Noi insegnanti possiamo soltanto aiutare l'opera già compiuta". Maria Montessori, La mente del bambino. 

Molti adulti pensano ancora che l'essere umano sia incline alla pigrizia e all'inerzia e per questo debba essere istruito, guidato da persone di maggiore autorità e soprattutto essere da loro controllato.

Ma gli esseri umani sono degni di fiducia, ricchi di inventiva, auto motivati, dinamici, creativi e costruttivi.

In un ambiente educativo olistico si crea un clima rassicurante nel quale vengono soddisfatti la curiosità e il desiderio naturale di imparare.

Al posto di una competitività distruttiva troviamo cooperazione, rispetto per gli altri, disponibilità reciproca. In questo ambiente i bambini, ma anche gli adulti, imparano ad apprezzarsi, sviluppano fiducia e considerazione in se stessi.

Scopriamo, in maniera sempre crescente, che l'origine della nostra idea di valore è dentro di noi e che un senso positivo della vita viene dal nostro interno.

In questo modo nasce in ogni singolo un dialogo costante fra scoperte intellettuali e scoperte emotive che portano a una gioia di imparare che dura per tutta la vita.

Montessori disse: "La questione della vera riforma educativa è una questione di odio o amore. Il bambino che ama, che si sente amato, ha una natura dinamica. E' un bambino che lavora molto, che non ha paura di far fatica e cerca disciplina, elemento naturale per le persone che vivono una vita normale. Un bambino che ama, nella sua maturità, diventerà l'uomo nuovo. E' possibile prevedere una nuova società, nella quale l'uomo sarà più capace perchè quando era bambino gli è stata insegnata la fiducia."

L'esperienza, ormai da anni, ha dimostrato che l'educazione futura sarà soprattutto una provocazione alla nostra immaginazione e la riscoperta del bambino che è in noi.

E' quindi necessario abbandonare aspettative e pregiudizi e aprirci all'oggi. Noi adulti, quando impariamo, dobbiamo considerarci in modo olistico, cioè un insieme di corpo, anima e spirito per sentirci elementi integrati in un tutto attivo.

Ciò significa che non dobbiamo più insegnare i particolari ai bambini, ma far loro sentire il mondo visibile e invisibile come un insieme. L'educazione olistica include il cuore del bambino, il suo istinto, la sua fantasia, i suoi sentimenti.
Maria Montessori ha sviluppato questo modo particolare di imparare nella cosiddetta "Educazione Cosmica" elaborata tra il 1939 e il 1947, periodo in cui era in India.
"C'era una volta una regina che aveva tre figli. Il maggiore era un drago, il secondo era un cavallo e il più piccolo un uomo. I tre fratelli erano così diversi fra loro che nessuno capiva la lingua dell'altro. Benché la regina non avesse promesso il suo regno ad alcuno di loro, il più giovane si impadronì del potere e lo esercitò con grande crudeltà. Quando poi la regina ebbe anche una figlia, il figlio più giovane temette per il suo potere, fece un brutto incantesimo alla piccola principessa che si addormentò e non si svegliò mai più."
La vecchia regina è la nostra anima. I tre figli sono il drago, ovvero la struttura cerebrale reticolare che corrisponde al tronco encefalico; il cavallo, che è la struttura limbica cerebrale, centro delle emozioni; la corteccia cerebrale, l'uomo, è la capacità razionale.

La principessa dormiente però è il quarto figlio, la farfalla cerebrale. Dobbiamo liberare la bella dormiente che è in noi. Come la farfalla ha le ali, e quando verrà svegliata il mondo delle larve e delle crisalidi scomparirà: la principessa distenderà le ali e volerà libera.
Spero che anche voi riusciate a liberare la farfalla assopita della vostra mente, che sappiate trovare diverse alternative per un'altra forma di educazione in questo secolo, anche se, talvolta, nella vita di tutti i giorni, ci possiamo sentire scoraggiati.

Nell'interesse di bambini mi esercito ogni giorno a credere nell'impossibile, e vi prego, fatelo anche voi.

Da "I dieci desideri dei bambini" - Claus-Dieter Kaul-Auer Verlag GmgH



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