Il metodo analogico-intuitivo Bortolato

04.04.2022

Prima di tutto si devono gettare nella mente del bambino i semi dell'interesse; non tener conto di questo imprescindibile principio, è come progettare una casa senza pensare alle fondamenta.

Maria Montessori

DECALOGO DEL METODO ANALOGICO

  • Limitare il linguaggio verbale.
  • Credere al silenzio come strumento per sviluppare l'intuizione.
  • Presentare solo i fatti e aspettare le connessioni.
  • Privilegiare le simulazioni alle spiegazioni.
  • Indicare le cose piuttosto che spiegarle.
  • Avere fiducia nella mente che lavora da sola.
  • Rinunciare al controllo sul processo di conoscenza.
  • Preferire le immagini interne alle immagini esterne.
  • Concepire la conoscenza come un allargamento della percezione interiore.
  • Pensare all'astrazione come a un allontanamento dal significato.

Il Metodo Analogico ideata edal maestro  sviluppato dal maestro Camillo Bortolato è un metodo di apprendimento intuitivo, basato sull'uso di analogie e metafore.

«Tradizionalmente, la didattica procede in modo parallelo tra lettura e scrittura, pensando di proporre la giusta gradualità», spiega il maestro Camillo Bortolato. «Nella didattica classica, con una tecnica che potremmo definire "a goccia", l'insegnante introduce una lettera dell'alfabeto al giorno, controllando il giorno successivo che non si sia persa, e usando la scrittura per vedere se funziona la lettura. Non si occupa, quindi, della qualità della scrittura, che avrebbe bisogno di tempi più lunghi». Attraverso il Metodo Analogico, invece, l'alfabeto viene presentato tutto insieme, fin dal primo giorno di scuola, e appreso da subito dai bambini, ciascuno col proprio ritmo.

Solo dopo aver appreso la lettura, i bambini passeranno alla scrittura, una competenza distinta la cui acquisizione richiede molto esercizio e impegno, con uno studio carattere per carattere. La scrittura viene sperimentata fin dall'inizio come una ricerca grafica per provare tratti sempre più belli e precisi. L'idea di fondo è quella di far amare ai bambini entrambi gli apprendimenti, sia quello della lettura, che quello della scrittura a mano.

Dice ancora Bortolato: «La scelta di questo percorso comporterà per l'insegnante un coraggioso cambiamento di consuetudini che sarà presto compensato dall'immagine dei bambini che vivono serenamente questo primo, fondamentale, anno di scuola».

La linea del 20 valorizza le capacità intuitive di ciascun bambino, che nasce, secondo recenti studi, con una spiccata propensione verso il calcolo di numerosità e giunge a scuola carico di informazioni sui numeri e di voglia di apprendere.

Rispetto ai regoli colorati, che presuppongono un lungo percorso di istruzioni, La linea del 20 può essere usata immediatamente, con gioia e stupore. Consente di operare da subito entro il 20 svolgendo addizioni e sottrazioni, che prima di essere algoritmi della disciplina sono azioni della vita quotidiana che hanno il semplice significato di «aggiungere» e «togliere».

I bambini riconoscono lo strumento come rappresentazione delle proprie mani e non occorrono spiegazioni, perché sono proprio le mani lo strumento naturale che ha permesso l'evoluzione del calcolo mentale.

Apprendere con le proprie mani
Alla base della metodologia proposta sta la convinzione che esiste un'innata predisposizione della mente umana per i numeri e che lo strumento più adeguato per apprenderli siano proprio le mani.

Le mani sono lo strumento più efficace e anche il più corretto per rappresentare i procedimenti operativi della mente, proprio perché grazie all'allineamento delle dita, alla distinzione in cinquine e soprattutto al movimento di ciascun dito, possono essere equiparate a un calcolatore operante con un codice binario "on-off": dita aperte-dita chiuse.




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